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Adriana Savoca

IL MIO PROFILO

Adriana Savoca
Messina
03 dicembre 1953
sposato/a

luogo di residenza
Scanzorosciate (Bergamo)

Docente
istituto comprensivo F.Nullo
Scanzorosciate (Bg)

GIORNALE WEB

componente del giornale web
Articolo ventuno
diretto da
Adriana Savoca
Secondaria I°
Istituto Comprensivo "F. Nullo"
di Scanzorosciate (BG)

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“La città affondata”…

gio 26 gen alle 19:49 - visite 2.354

Erano 4234 le persone a bordo della costa Concordia, è il fatidico e maledetto venerdì 13 nelle vicinanze dell’isola del Giglio. Alle 21.45 durante la cena ecco i primi rumori seguiti dal blackout elettrico e fra i passeggeri inizia a scatenarsi la paura: il comandante Francesco Schettino di 52 anni dà l’ordine di stare calmi perché è tutto sotto controllo. Solo alle 22.45, circa un’ora dopo l’incidente, viene dato l’allarme di evacuazione perché la nave si è incagliata in uno scoglio. Essa inizia a imbarcare acqua voltandosi di 80 gradi verso destra .Quasi tutti i passeggeri riescono a mettersi in salvo; purtroppo non tutti si salvano, infatti si contano 6 morti e 16 dispersi fra cui una bambina di 5 anni. Subito dopo l’accaduto si capisce che qualcosa non è andato per il verso giusto anche perché il “grattacielo” di mare, lungo 290,2 metri, largo 35,5 metri e pesante 114,500 tonnellate si trovava a circa un miglio dalla costa quando invece doveva restare a 5 miglia di distanza dall’isola. Il capitano viene immediatamente dichiarato in stato di fermo e sostiene che sulla carta lo scoglio, dove si è incagliata la nave non c’era. L’addetto alle indagini ,Francesco Verusio , dimostra, invece, che lo scoglio è segnalato sulle mappe e si chiama” le Scole”.Proseguendo con le indagini e interrogando alcuni passeggeri si scopre anche che Schettino ha abbandonato la nave verso le 00.30 quando c’erano ancora molti passeggeri da salvare ,nonostante la legge imponga che il capitano debba essere l’ultimo ad abbandonare l’imbarcazione. Perciò egli è indagato per pluriomicidio colposo. Ora rischia fino a dodici anni di carcere.Le conseguenze di questo terribile incidente sono catastrofiche sul piano ambientale perché nella nave sono ancora presenti 2400 tonnellate di carburante che potrebbero danneggiare tutta la costiera toscana e non solo……….. Per fortuna ,in mezzo a tutte queste critiche negative, possiamo cogliere anche delle imprese eroiche come quella portata a termine da Manrico Giampietroni , di anni 56, che aiutando molte persone a evacuare si spezza letteralmente una gamba ma continua imperterrito a salvare vite; purtroppo pervaso dal dolore immenso non riesce a salvarsi e rimane incastrato per 36 ore nella nave . Il destino di questa nave era già stato segnato nel 2005 quando nel giorno dell’inaugurazione ,come è abitudine fare, al lancio dello champagne contro la fiancata del gigante marino, la bottiglia non si ruppe …
Sofia Nervi 2C

 

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