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Isabella Dallapiccola

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Isabella Dallapiccola
Ferrara
24 luglio 1969
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LUCIO, AMICO DEI BUSKERS

dom 11 mar alle 08:18 - visite 933

“…..è la vita che finisce ma lui non ci pensò poi tanto, anzi si sentiva felice e ricominciò il suo canto…” queste le parole di una delle sue canzoni più famose , Caruso, che incarnano perfettamente lo spirito del grande Lucio Dalla. Si è spento a Montreux, in Svizzera, lontano dalla sua amata Bologna, per un infarto fulminante, che ha lasciato tutti sorpresi ed attoniti. Nessuno poteva immaginare un epilogo coì drammatico della tournée appena iniziata.
Aveva debuttato a 16 anni come clarinettista e da allora non si era mai fermato. L’abbiamo visto all’ultimo Sanremo dove ha lanciato la sua più recente scoperta: Pierdavide Carone. Sono tanti gli artisti in cui Dalla ha creduto e che gli devono il successo come Ron, gli Stadio, Samuele Bersani. “La cosa più importante che Lucio mi ha insegnato è stata quella di cercare il contatto con la gente” spiega Gaetano Curreri degli Stadio. “Il mestiere del musicista è come andare a bottega da un bravo artigiano ; non bastano le capacità tecniche, ci vuole qualcuno capace di insegnarti cose che solo l’esperienza diretta riesce a trasmetterti. E Lucio come insegnante è stato il massimo”. “Gli devo tutto, ma non posso piangere” ha detto Samuele Bersani “Lui riderebbe davanti a troppo cordoglio. E’ stato il mio maestro, anche se lui sono sicuro si farebbe una grossa risata a sentirsi appellare così”. Si era esibito perfino davanti a Papa Giovanni Paolo II, nel ’97. “La fede è uno dei miei punti fermi – aveva detto in quell’occasione-una delle poche certezze che ho. Sono cattolico e riconosco Dio negli uomini, soprattutto in quelli che hanno bisogno di aiuto”. Dalla era un uomo molto generoso. Quando i benedettini della chiesa di Santo Stefano, a Bologna, lanciarono un appello per il restauro del complesso monumentale, lui rispose con uno spettacolo e finanziando direttamente il restauro di uno dei più importanti dipinti. Nel 1989 Lucio aveva preso in mano il suo clarinetto, camicia di lino e Panama bianco in testa e si era mischiato alla carovana dei Buskers. E così la sua presenza, fu capace di dare rilevanza nazionale ad un’iniziativa ancora giovane (era alla sua seconda edizione). Aveva promesso che sarebbe venuto all’edizione di quest’anno perché voleva festeggiare con i ferraresi la venticinquesima edizione. E sicuramente Ferrara gli renderà omaggio. Nella nostra città aveva lasciato un pezzo del suo cuore. Si era esibito a Ferrara Sotto le Stelle, era presente all’anteprima del film di Elisabetta Sgarbi, alla Notte Rosa al Lido delle Nazioni, e lo scorso inverno aveva ammirato le 52 opere della mostra su Chardin a Palazzo Diamanti. Ciao Lucio

Isabella Dallapiccola

 

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