Maturità. Ma di chi?
mer 23 giu alle 15.58 - visite 107 - commenti 3
Bene.
E il tema anche quest’anno è passato.
I ragazzi “maturandi” hanno svolto.
Ma cosa?
Da anni, insegnando alle medie e un po’ per pigrizia, non guardavo le tracce della maturità.
Oggi l’ho fatto.
Purtroppo.
Ragioniamo.
1) Traccia 1, “quella di Levi” per capirci. Ma che con Levi non c’azzecca un piffero. Si parla dell’amore per la lettura, della possibilità di vivere, tramite le storie lette, le altre 999 vite che ognuno di noi vorrebbe vivere nelle 1000 agognate oltre la sua. Argomento intrigante, generatore di tante idee, (piacere/rischio/meccanismi/conseguenze dell’immedesimazione, proiezioni personali, romanzo borghese vs scrittura estraniante), tema complesso e complicato, che parte dalla propria “auto antologia” per poi generare riflessioni generali, paradigmi, astrazioni, testo per riflettere tanto sui meccanismi di scrittura, quanto sulle immagini mentali. Gran bello spunto per un argomentare maturo, mi dico.
E invece? Batosta: “Dopo una prima lettura, riassumi il contenuto informativo del testo.” No, non si può, accidenti. Di fronte a un testo così denso e ricco si propone un RIASSUNTO? A 18 anni? Alla maturità? Per far cosa? Per misurare la comprensione?! A 18 anni queste cose possono non capirsi? Ma forse mi sbaglio e ho pregiudizi. In fondo, perché dare per scontata la comprensione del testo? Seguiranno, mi dico, domande aperte, che stimolano un’interpretazione del testo e una rielaborazione personale. No, scema, che cavolo di previsioni fai? Seguono infatti i quiz della patente: divieto d’accesso oltre la comprensione superficiale del brano. Le domande di comprensione sono persino corredate di riferimenti della riga, in modo che l’alunno non s’affatichi tanto, sappia che la risposta è nelle immediate vicinanze, a due righe a destra o a sinistra del segnale ricevuto e parcheggi in due secondi la risposta. Con tanto di applauso dal parcheggiatore.
Il commento personale al brano arriva nella domanda 2.5, ma en passant, mimetizzata: tranquilli ragazzi, nessuno sforzo eccezionale: basta che sia di “sufficiente ampiezza” . Sufficiente ampiezza??? Ho letto bene? A un ragazzo di 18 anni si chiede di commentare con SUFFICIENTE AMPIEZZA?! Della serie: “Basta che metti quattro parole in croce”? No, accidenti! E’ la capacità di avere e di saper esprimere una propria opinione che dovrebbe essere la “prova” principale della maturità! Che se ne fa la società di un ragazzo che sa commentare in modo sufficiente? E’ questo quello che vogliamo e che pretendiamo dai ragazzi? Cavarsela? Essere sufficienti? Volare basso? Come possiamo poi aspirare a che diventino CRITICI e TESTE PENSANTI se proponiamo loro orizzonti così bassi?
Segue poi l’ ”interpretazione personale del brano” che in realtà non richiede la tanto agognata analisi critica, bensì la più banale delle richieste: “Parla dei libri che hai letto"…No, non commento ulteriormente…
2) Le tracce 2 . Devo dire. Mi piacciono. Mi intrigano molto. Uno perché si ha possibilità di scegliere la tipologia di elaborato da produrre (articolo, saggio breve); due perché si chiede ai ragazzi di riflettere, confrontare, far interloquire prosa, arte, poesia. Viene richiesta capacità interpretativa, argomentativa, analisi, astrazione, (anche se non capisco l’inserimento di Mantegazza nell’ambito artistico e il riferimento a Mussolini leader (!) e al delitto Matteotti nell’ambito storico, quando per “giovani e fascismo” ce n’era ben altro da inserire-propaganda, associazionismo, fascistizzazione della società…-). Certo, si possono contestare la scelta dei materiali proposti come spunti di riflessioni, ma, si sa, nessuna scelta è veramente avulsa da qualche criterio “particulare” ( o peggio ideologico). Ma qui dovrebbe uscire la maturità del ragazzo, se è stato educato alla criticità, al ragionamento, al confronto. Menzione speciale per l’idiozia al tema 2 per l’ambito scientifico, il “Siamo soli nell’universo?” . Non ce la faccio a commentare seriamente, preferisco riderci su grazie ai tweet degli studenti : “Alla maturità è uscito un tema sugli Ufo. Eccola qua, l'influenza di Giacobbo sulla società”, “"La traccia scientifica sugli Ufo? A sto punto quella di lettere fatela su Moccia", “So che avrei amato la traccia sugli Ufo... avrei infilato tanti di quegli X Files!" …
3) L’ulcera perforante torna però alla lettura delle tracce 3 e 4 . Dico io, le avete lette? E non avete avuto il mal di stomaco? Beh, potreste avere il gene della longevità: fate campionare il vostro DNA.
Quattro righe buttate lì, in fretta in furia: dov’è la “traccia” da sviluppare? Su quale percorso devono muoversi gli alunni? Come sviluppare un argomento se questo non viene delimitato, articolato, formato? Come dire: "Parla di Mario", a cui non può che seguire una risposta del tipo "Si, ma che devo dire di Mario?". La traccia 3, sulle foibe e il confine orientale, poi, qualche dubbio sul …”principio ispiratore” lo fa venire…. Ma al di là di questo: “parla del confine orientale dal 43 al 54” mi spiegate cosa cribbio significa? Relazionare il manuale di storia? Fare un’interrogazione (!) scritta? Vomitare, scusate il verbo, sul foglio qualsiasi cosa purché si sia svolto lì e in quegli anni? Dov’è il discrimine che rende valida e autentica la valutazione? Va bene tutto? Pure che crollò un traliccio sul confine iugoslavo?
La 4 è il non plus ultra. “Giovani e musica”. Parla di questo e non rompere gli stucci. Dì pure che vai in discoteca e scrocchi il passaggio. Ma fallo in modo maturo.
Tirando le somme.
Prove mozze, strabiche, occasioni perdute.
Prove mediocri per menti che si vogliono, ahimè, tali.
(CG)
Qui le tracce
http://download.repubblica.it/pdf/2010/esami_stato.pdf?ref=HREC1-1