Il Manifesto degli insegnanti
gio 08 lug alle 15.11 - visite 234
Il 2 luglio 2010 nell’ambito del VeneziaCamp, il network La Scuola che funziona (www.lascuolachefunziona.it) ha presentato Il Manifesto degli insegnanti, il documento, unico in Italia, che delinea il profilo culturale dell’insegnante. Si tratta di una scrittura collaborativa, frutto di 3 mesi di brainstorming, analisi e sintesi, ad opera di diversi insegnanti del network. Il Manifesto si compone di 13 punti programmatici inerenti l’atteggiamento del docente, il cosa e come insegnare, l’ attenzione alla diversità e alla complessità e infine la fedeltà al giuramento. Il testo vuol essere una chiara presa di posizione di fronte alla disistima dell’insegnamento, sia come impegno personale del docente nei confronti degli alunni affidatigli, sia come sana ribellione di tutti quanti credono nella scuola e osteggiano l’omologazione delle menti e il vuoto formalismo.
Il testo ha un proprio portale (www.manifestoinsegnanti.it), dove, oltre alla lettura, si può procedere alla sottoscrizione. Nel portale anche riletture e interpretazioni del testo.
Se si crede nella scuola, se si vede in essa l’occasione per formare menti critiche e attive, affinché la scuola sia luogo del riscatto sociale, firma e fai firmare www.manifestoinsegnanti.it
Per una scuola migliore, fatta con la testa e il cuore.
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Il manifesto
1. Amo insegnare. Amo apprendere. Per questo motivo sono un insegnante.
2. Insegnerò per favorire in ogni modo possibile la meraviglia per il mondo che è innata nei miei alunni. Insegnerò per essere superato da loro. Il giorno in cui non ci riuscirò più cederò il mio posto ad uno di loro.
3. Insegnerò mediante la dimostrazione e l'esempio, il riconoscimento dei miei errori illuminerà il mio percorso.
4. Accompagnerò i miei alunni alla scoperta della realtà che li circonda, assecondando e stimolando in ognuno di loro la curiosità e la ricerca, le domande e la passione.
5. Non potendo trasmettere ai miei studenti la verità, mi adoprerò affinché vivano cercandola.
6. Incoraggerò nei miei studenti l’impegno e la volontà di migliorarsi costantemente e di non rassegnarsi mai di fronte alle difficoltà. Io stesso provvederò a formarmi e aggiornarmi continuamente.
7. Farò in modo che la scuola sia il mondo, e non un carcere.
8. Non trasmetterò ai miei studenti saperi rigidi e preconfezionati. La mia visione del mondo mi guiderà, ma non sarà mai legge per loro. Il dubbio e la critica saranno i pilastri della mia azione educativa.
9. Promuoverò lo studio per la vita e contrasterò lo studio per il voto.
10. Raccoglierò elementi di valutazione, rifiutando approcci semplicistici e meccanici che non tengano conto delle situazioni di partenza, dei progressi, dell’impegno e della crescita complessiva del singolo alunno.
11. Lotterò affinchè la scuola sia la scuola di tutti, la scuola in cui ogni studente possa apprendere seguendo tempi e tragitti individuali. Farò in modo che i miei studenti mi scelgano e non mi subiscano.
12. Aiuterò i miei alunni a illuminare il futuro leggendo il passato e vivendo in pienezza il presente. Li aiuterò a stare nel mondo così com'è, ma non a subirlo lasciandolo così com'è.
13. Resterò fedele a questi punti in ogni momento della mia azione educativa, pronto ad affrontare e superare tutti gli ostacoli formali e burocratici che si presenteranno sulla mia strada.