Azzurri subito fuori dai giochi: è disfatta!
gio 24 giu alle 19.32 - visite 198

Peggio di così non poteva andare. Chi, anche tra i più pessimisti, avrebbe pronosticato un’eliminazione così precoce, così netta e, cosa peggiore di tutte, così giusta? Perché davvero nessuno può negare che l’eliminazione dell’Italia dal Mondiale sia più che meritata. Una squadra che nelle tre partite del girone è apparsa scialba, confusa e priva di idee: neanche contro il Paraguay la prestazione della nostra Nazionale è stata sufficiente, a mio avviso. Si, è vero: siamo anche stati sfortunati. Prendiamo in esame quest’ultima partita contro la Slovacchia e qualche cosa da recriminare l’avremmo anche, vedi il gol annullato a Quagliarella (per un fuorigioco che ha destato più di qualche perplessità)ed il liscio di Pepe all’ultimo secondo. Ma per la squadra campione del mondo quello che si è fatto per centrare l’obiettivo minimo della qualificazione agli ottavi è francamente troppo, troppo poco. Ed è proprio questa contrapposizione ossimorica che identifica obiettivamente il nostro percorso mondiale: troppo poco. I malumori della critica, già evidenti al momento dell’ufficializzazione dei convocati, schizzano adesso alle stelle. Giustamente. Solo un utopista avrebbe portato in Sudafrica una squadra assolutamente priva di classe e fantasia per difendere quel titolo mondiale così straordinariamente conquistato nella notte di Berlino del nove luglio duemilasei. Illudersi di riuscire in un’altra, storica impresa con questa Nazionale era impossibile. Eppure al gol di Di Natale e poi con forse un pizzico di maggiore convinzione al gol di Quagliarella ci abbiamo creduto, nessuno lo neghi. Abbiamo creduto nell’ennesimo miracolo all’italiana, quando con orgoglio e grinta si getta il cuore oltre l’ostacolo. Ma oltre agli evidenti limiti tecnici, a questa squadra è mancata anche questa peculiarità che invece ha sempre contraddistinto la nazionale azzurra. Peccato. Il tanto atteso Pirlo, in quella mezz’ora o poco più in cui è stato in campo ha presieduto la manovra con personalità, è riuscito a dettare i tempi ed eseguire quelle geometrie semplici ed efficaci che così tanto sono mancate agli uomini di Lippi. Già, Lippi. Quello che lo Stivale nel 2006 reputava un mago del pallone nostrano, ha deluso un po’ tutti, anche i suoi stessi estimatori. Lui, l’allenatore della Juventus che tutto ha vinto con la fantasia di Del Piero, Zidane, Baggio, Nedved al potere, come può aver veramente pensato di andare lontano con questa modesta rappresentativa? Potremmo stare ore a parlare di Cassano, il più assente tra gli assenti, di Balotelli e, consentitemi, di Del Piero, perché i grandi giocatori non fanno mai male; ma purtroppo adesso non serve a niente stare a ciarlare su questo o quel giocatore, sugli infortuni di Pirlo e Buffon e sulle scelte infelici di Lippi. Due punti in tre partite, frutto dei pareggi contro il Paraguay e la Nuova Zelanda e della sconfitta contro la Slovacchia. Desolante. E che amarezza per l’Italia del pallone. Mestamente, signori, chiudete le valige: si torna a casa.